sabato 11 gennaio 2014

LA CHIESA DI PIETRO

..Gesù è andato con i suoi discepoli in un luogo isolato, vicinissimo al territorio pagano; qui egli è solo con loro e qui è il luogo in cui egli per la prima volta promette la chiesa come suo lascio. Non in mezzo al popolo, non al culmine evidente del suo operare, ma fuori, a parte, lontano dagli ortodossi studiosi della Scrittura, dai farisei e dalle masse, che la domenica delle palme gli gridano "Osanna" e il venerdì santo "Sia crocifisso". Egli parla ai discepoli del mistero e del futuro della sua chiesa. Evidentemente ha pensato che questa chiesa non poteva essere costruita principalmente dagli studiosi della Scrittura, dai sacerdoti o dalle masse, ma che poteva essere chiamata a questo la piccola schiera di discepoli che lo seguivano. E' evidente anche che egli non ha ritenuto luogo adatto per questo Gerusalemme, la città del tempio e il punto centrale della vita del popolo, ma ha cercato il silenzio, che non gli fa sperare in un'efficacia esteriore, visibile del suo annunncio. E infine non ha ritenuto adatto neppure il momento di un giorno di gran festa, per parlare della sua chiesa, ma promette questa chiesa in vista della morte, immediatamente avanti il primo annuncio della passione. Dunque chiesa della piccola schiera, chiesa schiava e silenziosa, chiesa in vista della morte: così bisogna intendere.
Gesù in persona pone la domanda decisiva, che i discepoli hanno lungamente atteso: "La gente, chi dice che sia il Figlio dell'uomo?". Risposta: "Alcuni dicono che sei Giovanni Battista, altri Elia e altri Geremia, o uno dei profeti". Opinioni, nient'altro che opinioni, se ne potrebbe ampliare l'elenco a piacere... alcuni dicono che tu sei un grande uomo, altri che tu sei un idealista, altri un genio religioso, altri un eroe, un capo di grande imprese. Opinioni, più o meno serie, ma  Cristo non vuol costruire la sua chiesa su opinioni. Perciò immediatamente chiede loro: "Ma voi, chi dite che Io sia?". In questo inevitabile confronto con Cristo non c'è un "forse", un "certi dicono", non più opinioni, ma solo il silenzio o l'unica risposta che ora dà Pietro: "Tu sei Cristo, Figlio del Dio vivo". In mezzo al turbinio delle opinioni e dei punti di vista umani si rende qui visibile qualcosa d'interamente nuovo.
Qui si fa il nome di Dio, qui si pronuncia il nome dell'Eterno, qui il mistero è conosciuto. Qui non c'è più un'opinione umana, ma proprio o Simone, figlio di Giona, perchè non la carne nè il sangue ti ha rivelato questo, ma il Padre mio, che è nei cieli". "Tu sae Pietro, e su questa pietra edificherò la mia Chiesa".
Che cosa distingue Pietro dagli altri? E' forse una natura così eroica, da superare gli altri? Non lo è. E' forse un carattere così straordinariamente forte? Non lo è. E' forse di una fede così solida? no non lo è. E' forse di una fede così solida? Nn lo è. Pietro non è altro, assolutamente altro che un uomo che confessa, un uomo che ha incontrato Cristo e che ha riconosciuto Cristo, e che ora lo confessa nella fede, e questo Pietro confessante viene chiamato pietra, su cui Cristo costruirà la sua chiesa.
La chiesa di Pietro, cioè non la chiesa dei punti di vista e opinioni, ma la chiesa della rivelazione, non la chiesa in cui si parla di ciò che "la gente dice" - ma la chiesa in cui viene ripetuta e rinnovata la confessione di Pietro, chiesa la cui attività non è altro che quella di rinnovare sempre e soltanto la confessione, col canto, con la preghiera, con l'annuncio, con l'azione; chiesa che ha come fondamento una roccia, finchè si attiene al suo compito, e che diventa subito come la casa costuita sulla sabbia, che il vento spazza via, nel momento in cui per qualsiesi temerario motivo pensa di potersene allontanare o di poterne prescindere anche per un solo momento.
Ma la chiesa di Pietro, non è soltanto una cosa che si può dire con orgoglio senza riserve. Pietro, il discepolo confessante, credente, proprio lui ha rinnegato il Signore la stessa notte in cui Giuda lo ha tradito; quella notte, presso il fuoco, si è vergognato, mentre Cristo stava davanti al sommo sacerdote; è l'uomo di poca fede, pavido, che affonda nel mare, è il discepolo che Gesù ha minacciato: "Allontanati da me Satana"; è colui che, anche dopo, ha continuato ad essere debole, a rinnegare e a cadere, un uomo debole, oscillante, vittima delle suggestioni del momento. La chiesa di Pietro è la chiesa che condivide questa sua debolezza, la chiesa che continua anch'essa a rinnegare e a cadere, la chiesa infedele, di scarsa fede, pavida, che continuamente prescinde dal proprio compito per tener conto del mondo e della sua opinione. La chiesa di Pietro è la chiesa di tutti quelli che si vergognano del loro Signore, mentre dovrebbero mettersi dalla sua parte.
Ma Pietro è anche quello di cui è detto: uscì e pianse amaramente. Di Giuda, che anche lui ha rinnegato il Signore, si dice: si allontanò e si uccise. Questa è la differenza. Pietro uscì e pianse amaramente. La chiesa di Pietro è la chiesa, che non sa solo confessare, rinnegare, ma è la chiesa che sa ancora piangere. "Là, sui fiumi di Babilonia, ci sedemmo e si pianse, ripensando a Sion!" (Sal. 13,7).
Questo è la chiesa; che significa mai infatti questo piangere, se non aver ritrovato la strada, se non mettersi sulla via del ritorno, essere come il figlio perduto, che s'inginocchia piangendo davanti a suo padre? La chiesa di Pietro è la chiesa della tristezza divina, che sbocca nella gioia.
Una base davvero insicura, non è vero? Ma tuttavia una base di roccia, poichè questo Pietro, questa canna oscillante, è chiamato da Dio, prigioniero di Dio, sostenuto da Dio. "Tu se Pietro".


Maria Grazia Fida
Università degli studi di Parma
Email: pedagogista.fida@Virgilio.it